La Certificazione nel Project Management
Perchè il project management? Perchè c’è una strategia e ci sono dei risultati da raggiungere.
Il project management colma il gap esistente tra il concepimento di un’idea e la sua realizzazione, cioè permette di capirne la realizzabilità, di tracciare il cammino tra il momento del concepimento ed il risultato atteso, di monitorarne l’andamento ed, eventualmente correggerne i risultati. Nel campo del project management molte sono le tipologie di certificazioni acquisibili in funzione del livello di maturità che si vuole raggiungere. Si pensi che alcune nazioni come Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa, hanno dei sistemi di qualificazione a livello governativo che includono le pratiche di project management.
Tra le organizzazioni di Project Management che promuovono e tutelano questa disciplina e offrono programmi di certificazione bisogna sicuramente tenere conto del Project Management Institute – PMI® e dell’ Association for Project Management – APM.
Perché certificarsi 
Secondo Wikipedia la definizione di certificazione si sintetizza nel seguente modo:
Una certificazione professionale è un titolo guadagnato da una persona che assicura che lui/lei è qualificato per svolgere un determinato lavoro.
La certificazione, di solito è valida per un certo periodo di tempo e deve quindi essere rinnovata. Come parte delle procedure di rinnovo è normale per l’individuo dimostrare una prassi di formazione continua che certifichi il suo impegno nella crescita professionale, tipicamente dimostrata con l’acquisizione di PDU – Professional Development Units.
In un ambiente come quello attuale in cui tutto cambia velocemente, un professionista, specialmente se giovane, ha necessità di avere dei titoli per dimostrare il suo sapere. Inoltre, la generalizzazione dei programmi didattici delle università non garantisce la qualifica di un titolo per un’azienda che ha bisogno di persone in grado di essere immediatamente operative. Il titolo accademico certifica la formazione intellettuale, mentre le certificazioni garantiscono la formazione professionale; ovvero, la dimostrazione dell’esperienza maturata nell’ambito della pratica della professione, qualsiasi essa sia.
Così gli Istituti di Certificazione hanno preso il posto delle corporazioni Arti e Mestieri ed i manuali quello dell’esperienza pratica. Questo è il limite delle certificazioni ma anche la loro forza: creano una serie di competenze sopranazionali necessarie per far fronte alle esigenze richieste da una globalizzazione sempre più affermata. A questo scopo le certificazioni implementano una terminologia ed un linguaggio tecnico che contribuiscono sempre più a creare delle “corporazioni” interculturali che hanno anche il beneficio di condividere le best practice nazionali ampliando notevolmente il bacio delle esperienze professionali e di comunicazione.
Le indagini condotte da differenti gruppi di studio dimostrano che molteplici possono essere le motivazioni che spingono un professionista al conseguimento di una certificazione:
• Abilità professionali: le certificazioni hanno come obiettivo quello di ampliare e organizzare le competenze professionali secondo un approccio processivo dettato da una metodologia.
• Avanzamento di carriera: senza dubbio la certificazione dà un vantaggio competitivo per promozioni ed avanzamenti di carriera.
• Salario: un’indagine recente di un’associazione americana ‘The International Association of Administrative Professionals (IAAP)’ mostra che le persone certificate guadagnano mediamente il 10% in più di quelle non certificate.
• Considerazione professionale: l’applicazione per ottenere la certificazione dimostra all’organizzazione in cui si opera che si è professionalmente responsabili e desiderosi di crescere.
• Opportunità di networking: la certificazione permette l’accesso ad una comunità di professionisti che condividono gli stessi metodi di lavoro. Per questo motivo si è facilitati ad intraprendere nuove relazioni professionali assicurando le possibilità di crescita e sviluppo del proprio bagaglio professionale. In questo modo si possono sfruttare opportunità di condividere le proprie problematiche professionali con una rete di professionisti cui rivolgersi per consigli e approfondimenti.
Perché certificarsi PMI® 
Le motivazioni per cui è conveniente conseguire una certificazione promulgata dal Project Management Institute risiedono nell’enorme esperienza e trascorso storico che questa organizzazione rappresenta per la professione del Project Manager. La missione dell’organizzazione, assolutamente no-profit, si sostanzia nella promozione, regolamentazione e protezione della professione del Project Manager. Basta dare uno sguardo al percorso storico della certificazione PMP® per rendersi conto dell’alto valore aggiunto a cui il PMI® mira a perseguire.
Già dall’anno 2005 e per il secondo anno consecutivo la certificazione PMP®, definita non tecnica, ha guadagnato sufficiente attenzione da entrare nella rosa delle 10 migliori certificazioni, al 10° posto, grazie al crescente interesse che la comunità degli addetti delle società IT hanno mostrato nei confronti dei ‘Soft Skills’ considerati un aiuto per il mantenimento e per la continuità nelle loro posizioni lavorative.
La certificazione PMP® ha guadagnato nel 2006 il 4° posto in graduatoria grazie al fatto che il titolo non è legato alla tipologia di industria a cui si riferisce.
Il Project Mangement Institute amministra le credenziali della certificazione PMP® riconosciuta a livello mondiale promuovendo lo sviluppo professionale e mantenendo la certificazione ISO 9001 in Quality Management Systems.
Inoltre, il processo di conseguimento della certificazione PMP® ha ottenuto, a sua volta, la certificazione “ISO/IEC 17024 General requirements for bodies operating certification of persons” dall'International Organization for Standardization (ISO).
La certificazione ISO 17024, è destinata a organismi il cui fine è quello di certificare le capacità del personale ed ha come obiettivo quello di validare il processo certificazione. Rispetto alle norme precedenti, entra più nello specifico per quanto riguarda il concetto di competenza, definendola in termini di conoscenze, abilità e caratteristiche personali. Enfatizza inoltre l'esame delle competenze, richiedendo che qualsiasi esame sia indipendente dal tipo di industria. L’introduzione della norma permette di avere, finalmente, anche la definizione di competenza: Dimostrata capacità di applicare conoscenze e/o abilità e, ove rilevante, dimostrate caratteristiche personali (dalla traduzione italiana della norma, la UNI CEI EN ISO/IEC 17024:2004).
La norma si presenta come un grande stacco rispetto al modello "storico" che si basava sulla qualifica per la determinazione della competenza. La ISO 17024 richiede che tutte le competenze siano definite, il che significa definire tutte le conoscenze, abilità e caratteristiche personali specifiche ad ogni schema. La validità dell'esame deve essere dimostrata con mezzi statistici. L'esame deve essere indipendente, cioè non deve esistere nemmeno una minima traccia di coinvolgimento dell'esaminatore in qualsiasi attività preparatoria all’esame.
Per queste ragioni il modello sviluppato dal PMI® è risultato facilmente certificabile. (Vedi Paragrafo sulle logiche)
Il fatto di seguire il modello delineato dal PMI® e di fare l'esame distingue le persone e le organizzazioni perché:
• eleva lo stato di coloro che possiedono la certificazione PMP® all'interno dell'organizzazione e della comunità globale dei Project Manager;
• permette all'organizzazione che impiega PMP® di riferirsi alla certificazione ISO 17024 come una qualifica di competenza e capacità dei propri impiegati;
• assicura i professionisti che si avvicinano alla certificazione che il sistema è riconosciuto globalmente nelle comunità del business;
Infine, bisogna tenere in considerazione che le persone certificate ed i membri del PMI® devono aderire al nuovo Code of Ethics and Professional Conduct (http://www.pmi.org/PDF/ap_pmicodeofethics.pdf). Il Codice Etico è diviso in quattro sezioni:
• Responsabilità
• Rispetto
• Affidabilità
• Onestà
valori che sono tra i più importanti tra quelli che devono essere rispettati tra i professionisti.
Il Codice Etico si applica ai membri del PMI®, ai volontari, e a tutti coloro che sono impegnati nella professione di Project Manager.
Le certificazioni del PMI® 
Il Project Management Institute propone tre tipologie di certificazione che sono funzione del livello di competenza professionale raggiunto: CAPM®, PMP®, PgPMSM. Per ogni tipologia di certificazione viene riportata una breve descrizione e vengono riepilogate alcune caratteristiche più importanti ai fini del conseguimento. Si rimanda al sito del PMI® (http://www.pmi.org/CareerDevelopment/Pages/Obtaining-Credential.aspx) per ulteriori dettagli.
CAPM® - Certified Associate in Project Management
La certificazione CAPM® si riferisce a candidati aventi un profilo specializzato che già operano in un team di progetto ed aspirano a diventare Project Manger. L’obbiettivo di questa certificazione professionale è quello di portare i candidati a conoscere lo standard.
I Requisiti per il conseguimento di questo tipo di certificazione sono:
• Diploma di scuola superiore o equivalente.
• 1500 ore di lavoro in un team di progetto oppure 23 ore di formazione.
Le modalità per sostenere l’esame sono:
• 150 domande a scelta multipla sui contenuti dei capitoli del PMBOK®.
• 15 domande sono considerate di pre-test. cioè non vengono prese in considerazione ai fini della valutazione dell’esito dell’esame. Servono al PMI® per valutarne l’efficacia e l’utilizzo in futuri esami.
• Il tempo a disposizione è di 3 ore.
• La certificazione ha validità di 5 anni
Informazioni più dettagliate sono reperibili nel documento di riferimento dell’esame CAPM® Credential Handbook reperibile sul sito del PMI® al link http://www.pmi.org/PDF/pdc_capmhandbook.pdf.
PMP® - Project Manager Professional
La certificazione PMP® si riferisce a candidati che:
• già svolgono mansioni di Project Manager sotto la supervisione di un Project Manager e sono responsabili di tutti gli aspetti di un progetto per la sua vita intera;
• guidano e dirigono team al fine di portare a termine i progetti nei vincoli di schedulazione, budget e scope definiti nel Charter;
• dimostrano conoscenza ed esperienza sufficienti ad applicare, in maniera appropriata, una metodologia a quei progetti che hanno requirements e deliverables ben definiti;
• condividono i principi enunciati nel Codice Etico della professione del Project Manager promulgato dal PMI® (http://www.pmi.org/PDF/ap_pmicodeofethics.pdf).
I Requisiti per il conseguimento di questo tipo di certificazione sono:
• Se si possiede una Laurea: un minimo di 3 anni (36 mesi) di esperienza di gestione progetti negli ultimi 5, durante i quali almeno 4.500 ore sono state dedicate alla conduzione ed alla direzione delle attività di progetto e 35 ore di formazione in aula.
• Se si possiede un Diploma di scuola superiore o titolo di studio equivalente: un minimo di 5 anni (60 mesi) di esperienza di gestione progetti negli ultimi 8, durante i quali almeno 7.500 ore sono state dedicate alla conduzione ed alla direzione delle attività di progetto e 35 ore di formazione in aula.
Le modalità per sostenere l’esame sono:
• 200 domande a scelta multipla sui contenuti dei capitoli del PMBOK® e su situazioni reali.
• 25 domande sono considerate di pre-test. cioè non vengono prese in considerazione ai fini della valutazione dell’esito dell’esame. Servono al PMI® per valutarne l’efficacia e l’utilizzo in futuri esami.
• Il tempo a disposizione è di 4 ore.
• La certificazione ha validità di 3 anni oltre a quello in cui è stata conseguita.
Informazioni più dettagliate sono reperibili nel documento di riferimento dell’esame PMP® Credential Handbook reperibile sul sito del PMI® al link http://www.pmi.org/PDF/pdc_pmphandbook.pdf.
PgMPSM - Program Management Professional
La certificazione PgMPSM si riferisce a candidati che:
• Sotto un minimo di supervisione sono responsabili della gestione coordinata di progetti multipli tra loro collegati che hanno obiettivi strategici di business e di organizzazione. Questi programmi contengono attività complesse che posso essere svolte cross tra funzioni, organizzazioni, regione geografiche e culture. Il Program Manager costruisce credibilità stabilisce rapporti e mantiene le comunicazioni con gli stakeholders a livelli multipli, inclusi quelli esterni all'organizzazione.
• Definiscono ed iniziano i progetti ed assegnano a project manager la gestione dei costi, della schedulazione e della performance dei progetti componenti, e contemporaneamente lavorano per assicurare il successo e l'approvazione finale del programma. Mantengono un allineamento continuo dello scope del programma con gli obiettivi strategici di business e fanno raccomandazioni su come modificare il programma per migliorare l'efficacia verso i risultati di business e gli obiettivi strategici. I program Managers sono responsabili di determinare e coordinare la condivisione delle risorse attraverso i progetti che costituiscono il programma con beneficio dell'intero programma.
• Possiedono la conoscenza e gli skill necessari per agire in modo efficace sia per il progetto che per il business e per decidere il modo migliore per raggiungere gli obiettivi. Inoltre il Program Manager dovrebbe avere skill avanzati in campo finanziario, consapevolezza delle problematiche multiculturali, leadeship, comunicazione, influenza, negoziazione e soluzione dei conflitti.
I Requisiti per il conseguimento di questo tipo di certificazione sono:
• Se si possiede una Laurea: un minimo di 4 anni (6.000 ore) di esperienza di gestione progetti e 4 anni (6.000 ore) di esperienza di gestione programmi negli ultimi 15 anni di carriera lavorativa.
• Se si possiede un Diploma di scuola superiore o titolo di studio equivalente: un minimo di 4 anni (6.000 ore) di esperienza di gestione progetti e 7 anni (10.000 ore) di esperienza di gestione programmi negli ultimi 15 anni di carriera lavorativa.
Le modalità per sostenere l’esame sono:
• 170 domande a scelta multipla sui contenuti dei capitoli del PMBOK® e su situazioni reali.
• 20 domande sono considerate di pre-test. cioè non vengono prese in considerazione ai fini della valutazione dell’esito dell’esame. Servono al PMI® per valutarne l’efficacia e l’utilizzo in futuri esami.
• Il tempo a disposizione è di 4 ore;
• Dell’esame fa parte anche il MultiRate Assessment (MRA) che consiste in un sondaggio inviato a 12 colleghi del candidato scelti su sua indicazione tra superiori e pari grado. Il sondaggio si sostanzia nella risposta ad un questionario di 74 domande orientate alla misurazione delle prestazioni del candidato in relazione alle sue capacità di Program Mangement su cui egli sarà misurato.
• La certificazione ha validità di 3 anni.
Informazioni più dettagliate sono reperibili nel documento di riferimento dell’esame PgMPSM Credential Handbook reperibile sul sito del PMI® al link http://www.pmi.org/PDF/pdc_pgmphandbook.pdf.
Come certificarsi 
Rita Mulcahy, esperta internazionale nella preparazione all’esame PMP® e autrice del libro PMP Exam Prep – 4° Edizione (RMC Publishing), pone l’attenzione sulle ragioni del perché i candidati hanno difficoltà a superare l’esame:
• le domande dell’esame sono lette frettolosamente;
• non vengono analizzate con cura tutte le possibili risposte;
• il livello di preparazione spesso non risulta sufficiente a sostenere l’esame;
• spesso si crede che il livello di esperienza professionale maturato sia sufficiente per affrontare le domande d’esame;
• l’esame viene affrontato con nervosismo dovuto ad una preparazione non adeguata.
A questa analisi bisogna aggiungere la considerazione del diverso approccio culturale tra il mondo anglosassone e quello latino e il punto di vista del Project Manager.
Per rispondere correttamente alle domande bisogna porsi nell’ottica che le domande ci chiedono cosa fare in una determinata situazione, sia che sia la PRIMA cosa da fare, sia che sia la MIGLIORE. Ma per capire il contesto dobbiamo enucleare dalla domanda la fase di progetto ed il gruppo di processi di project management.
Ciò ci permetterà di capire immediatamente quali sono i documenti di cui disponiamo. Partendo dal presupposto che il gruppo di progetto ha fatto il meglio che poteva con le informazioni a disposizione, dobbiamo tenere presente inoltre, cosa è cambiato nel contesto del progetto e che sfugge al controllo del gruppo stesso. Infine, dobbiamo analizzare se gli stakeholders sono stati identificati correttamente.
Per ripetere quanto detto sopra ad ogni domanda dell’esame dobbiamo avere chiari i Framework della metodologia, la sequenza dei processi, e dei documenti che viene richiesto siano prodotti.
I passi da fare
Per conseguire uno qualsiasi dei tipi di certificazione proposti dal PMI®si deve seguire un procedimento ben preciso che si sostanzia nei passi appresso descritti:
1) Decidere quale certificazione è adatta alle proprie esigenze.
2) In funzione del background professionale posseduto verificare se si hanno i requisiti per richiedere il tipo di certificazione che si vuole conseguire.
3) Fare richiesta al PMI
® che si vuole conseguire il tipo di certificazione prescelto. La richiesta può essere fatta attraverso un modulo cartaceo oppure tramite il sito del
PMI® compilando a video un apposito modulo e riportando le esperienze professionali ed i quantitativi di ore per area di conoscenza. Questa seconda opzione è altamente consigliata.
4) Se la richiesta è stata fatta via internet il PMI® risponderà entro 5 giorni lavorativi comunicando l’avvenuta verifica dei requisiti dichiarati per sostenere il tipo di certificazione prescelto. La risposta, Eligibility letter, perverrà al candidato via e-mail ed avrà le seguenti caratteristiche:
· Oggetto: Your PMP application has been approved. Attached is your Eligibility Letter, containing important scheduling information. Please wait 72 hours before scheduling.
· Contenuto:
PMI® IDENTIFICATION CODE: ..........................
EXAM: CAPM, PMP, PgMP
FIRST LANGUAGE: ENGLISH
SECOND LANGUAGE: lingua di supporto scelta
EXPIRATION DATE: .......................
· Ha validità di un anno. Il che significa che il candidato ha a disposizione da questo momento un anno di tempo per preparare e sostenere l’esame.
5) Prepararsi per sostenere l’esame.
Una tecnica molto utile per preparare l’esame è quella di considerarlo come se fosse un progetto e fare un piano di lavoro con milestones e punti di verifica. Successivamente studiare il PMBOK® e altri documenti che ne integrano i contenuti.
E’ indispensabile fare delle simulazioni d’esame e consigliabile farne almeno 3. Lo scenario migliore per simulare le condizioni che si dovranno affrontare il giorno dell’esame è quello di chiudersi in una stanza per 4 ore. Ricordatevi che durante l'esame, se vi alzate, il tempo non si ferma!
Queste simulazioni oltre che ad aiutare a capire come il vostro organismo si comporta in uno stato di stress, aiuteranno a familiarizzare con le situazioni che si verificheranno all’esame. Infine, saranno utili per pianificare l’esame e distribuire le forse durante le 4 ore a disposizione.
E’ utile tenere presente che durante la fase iniziale si ha ancora poca concentrazione ed ognuno di noi ha un tempo determinato per 'entrare in esame' cioè per dimenticare il mondo al di fuori ed essere pienamente vigile..
E’ utile pianificare una pausa dopo un certo numero di minuti (ad esempio 30). Aiuterà a mantenere alto il livello di concentrazione.
E’ utile rispondere alle domande ciclicamente, ovvero rispondere immediatamente a tutte quelle di cui si è sicuri della riposta e lasciare ai cicli successivi quelle per cui c’è bisogno di più tempo o non si è sicuri della risposta. Una tecnica potrebbe essere la seguente:
· Durante la prima passata ignorare le domande che hanno un testo lungo, si prenderanno in considerazione alla fine. L'importante è la quantità di domande cui rispondere in modo corretto senza perdere tempo.
· Durante la seconda passata si avranno sicuramente altre domande a cui sarà data risposta o perché oramai si è concentrati o perché la lettura delle domande precedenti ha richiamato un concetto dimenticato.
· Continuare ciclicamente sul test cercando di rispondere a più domande possibili ed alla fine soffermarsi su quelle con un testo particolarmente complicato.
· Ricordare che una domanda non risposta corrisponde ad una risposta errata. Conviene sempre rispondere anche se non di conosce la risposta. In questo modo si avrà comunque sempre un 25% di probabilità di dare la risposta corretta.
6) Prenotare l’esame attraverso il centro di certificazione Prometric. Il PMI
® ha dato in concessione a Prometric la gestione degli esami di certificazione. La prenotazione può essere fatta on line al sito
www.prometric.com o telefonicamente allo 02 3761941. A Roma è possibile rivolgersi al Permanent Testing Center PTC Prometric - Atrak (
www.atrak.it) tel. 06 51607933.
7) Il PMI®, a campione sui candidati che hanno fatto richiesta di sostenere l’esame, verifica che i requisiti di esigibilità siano validi. A tal proposito richiede, al candidato selezionato, di documentare tramite l’ausilio di referenze scritte o di certificati di partecipazione a corsi di formazione, le esperienze professionali precedentemente dichiarate.
8) Sostenere l’esame. E attendere il risultato.
Se l’esame è stato sostenuto nella modalità on line, il candidato riceverà il risultato immediatamente al termine della sessione d’esame. Se invece è stato sostenuto in forma cartacea il PMI si riserva alcuni giorni lavorativi prima di comunicare la risposta.
L’esame si considera superato se il candidato:
· risponde correttamente a 88 domande su 135 per la certificazione CAPM®
· risponde correttamente a 106 domande su 175 per la certificazione PMP®
· consegue un punteggio, detto proficency level, di almeno 325 punti su 150 domande per la certificazione PgMP®
Come prepararsi
Le logiche
Per intraprendere un metodo di studio che permetta di superare l’esame in tutta tranquillità è utile capire quali sono state le logiche che hanno portato il Project Management Institute a formulare l’esame nel modo in cui esso è attualmente.
Nel maggio del 1999 un gruppo di 11 esperti messi insieme dal Project Management Institute si incontrò con i rappresentanti di una società specializzata nello sviluppare test per delineare il campo del Project Management in termini di conoscenze.
Le logiche utilizzate sono state raggruppate e sono descritte nel testo Role Delineation Study, reperibile nel sito del PMI®. Esso è la base per assicurare che l'esame sia “a contenuti validi”. Un esame “a contenuti validi” si pone come obiettivo quello di valutare in modo appropriato le conoscenze e gli skill contenuti nella professione che deve essere certificata.
I passi utilizzati per lo sviluppo dell'esame sono stati i seguenti:
1. analizzare le responsabilità del Project Manager Professional;
2. specificare un piano per il test;
3. scrivere, rivedere, referenziare e validare le domande;
4. mettere insieme l'esame;
5. decidere il punteggio di superamento dell’esame.
Lo scopo principale di una certificazione è quello di validare un mestiere che protegga tutti coloro che in esso sono coinvolti o che utilizzano i prodotti e servizi da esso scaturiti; è essenziale quindi, che una certificazione sia affidabile. Per questa ragione i test sono progettati per misurare ciò che attualmente succede nella realtà.
Durante la definizione dei criteri di certificazione PMP® il primo passo fu quello di delineare i confini della professione del Project Manager. Per prima cosa fu definito l’ambito di azione per mezzo di domini di performance; successivamente, furono individuate e validate le responsabilità del Project Manager attraverso un sondaggio che coinvolse i Project Manager degli Stati Uniti e di altre nazioni.
Per ogni dominio attraverso il sondaggio vennero definite l'importanza rispetto agli altri, le conoscenze significative in esso contenute ed il numero di domande appartenenti ad ogni dominio.
Ad oggi la distribuzione delle domande per ogni dominio è rappresentata nella tabella sottostante.
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Domini sui quali l’esame verte
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Distribuzione della percentuale
di domande per Dominio
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Initiation
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11
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Planning
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23
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Executing
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27
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Monitoring and Controlling
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21
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Closing
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9
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Professional and Social Responsibility
|
9
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Il PMBOK® è riconosciuto dalla comunità dei Project Manager come lo standard globale. E' il punto di riferimento per chiunque approcci la professione del Project Management e dovrebbe essere utilizzato per capire le conoscenze necessarie per eseguire i domini descritti nel Role Delineation Study.
Il Role Delineation Study definisce la professione in termine di domini di performances, attività che dovrebbero essere eseguite all'interno del dominio, conoscenze e skill necessari per eseguire le attività.
La lingua
All’atto dell’iscrizione, è possibile scegliere di avere anche la traduzione delle domande in lingua italiana.
Operando questa scelta le domande saranno in Inglese ma ci si potrà avvalere della traduzione in italiano. In particolare per coloro che decideranno di sostenere l’esame on-line, sarà possibile in ogni momento, attraverso l’interfaccia grafica, accedere alla finestra con la traduzione in Italiano. Bisogna però ricordare che, in caso di incertezza interpretativa, bisogna fare sempre riferimento alla versione originale inglese.
Il contesto dell’esame
L’esame va affrontato immaginando di essere in un contesto di un progetto in esecuzione e tenendo in considerazione alcune assunzioni:
• Esistono informazioni storiche.
• I costi e la schedulazione di progetto non possono essere finalizzati se non si è fatta l’analisi del rischio.
• Il Project Manager lavora in un sistema ed in una cultura aziendale già formati (Enterprise environmental factors) supportata da policy di Project Management.
• La parola task e il termine Gantt Chart /PERT non dovrebbero essere usati.
• Il Project Manager ha autorità e poteri definiti da un’organizzazione a matrice bilanciata.
• Il piano di progetto è approvato e condiviso da tutti.
• Gli stakeholders sono identificati e coinvolti sin dall’inizio del progetto.
• I ruoli e le resonsabilità sono chiaramente definiti.
• La WBS è il fondamento del progetto.
• I change sono apportati secondo i dettami di un processo di Change Management.
• I vincoli da gestire sono scope, tempi, costi, qualità, rischi e soddisfazione del cliente.
• Il Project Manager fornisce indicazioni all’organizzazione in cui opera relativamente al miglioramento degli standard, delle policy e dei processi.• L’ambito organizzativo in cui si opera è quello di una matrice Bilanciata/forte.
• L’autocertificazione e la fiducia sono la base del rapporto tra il PM e gli stakeholders; se cambia qualcosa è da ricercare nel contesto.
• I rapporti sono TRUSTED.
I testi di riferimento
Guide to the Project Management Body of Knowledge, (PMBOK® Guide), Fourth Edition, - PMI®
Earned Value Project Management, Second Edition - Quentin W. Fleming and Joel M. Koppelman
Project Procurement Management: Contracting, Subcontracting, Teaming- Quentin W. Fleming
Human Resource Skills for the Project Manager - Vijay K. Verma
Principles of Project Management - John Adams.
Project and Program Risk Management - R. Max Wideman
Project Management Experience and Knowledge Self-Assessment Manual - PMI®
Project Management Professional PMP® Role Delineation Study - PMI®
Project Management, A Systems Approach to Planning, Scheduling, and Controlling, 9th Edition, - Harold Kerzner Ph. D.
The Cultural Dimension of International Business - Gary P. Ferraro (Prentice-Hall)
The Guide to Cross-Cultural Success - Terence Brake, Danielle Walker, and Thomas Walker (McGraw-Hill)
Lessons on Business Leadership and National Cultures - Robert Rosen (Editor), Patricia Digh, and Carl Phillips (Simon & Shuster)
How to Lead Work Teams: Facilitation Skills - Fran Rees (John Wiley & Sons)
PMP Exam Prep, Fourth Edition - Rita Mulcahy
PMP Exam Practice Test and Study Guide Fifth Edition - J. LeRoyWard, PMP (editor)
TIPS & TRICKS 
Vengono qui elencati una serie di consigli utili da tenere in considerazione prima di sostenere l’esame:
1) L’esame è disegnato appositamente per eliminare coloro che non conoscono il project management ovvero non sanno agire secondo i dettami di una metodologia.
2) Ci sono alcuni casi in cui lo stesso set di dati è utilizzato per più domande, soprattutto per quanto riguarda le domande sui reticoli.
3) Sono poche le domande che presuppongono una memorizzazione dei processi del PMBOK® .
4) Solo da 10 a 12 domande presuppongono la memorizzazione gli input e gli output dei processi
5) Ci sono da 8 a 10 domande basate sulle formule.
6) Ci sono da 10 a 12 domande basate sulle tecniche Earned Value Management e non tutte richiedono calcoli.
7) Rispondere alle domande secondo la prospettiva del PMI® non dalla vostra, pensate di essere il Project Manager Osvaldo che è perfettamente allineato agli standard, rispetta il codice etico, conosce il suo ruolo e si basa sulle informazioni non sulle illazioni.
8) Leggere prima le domande cominciando dall’ultima frase dell’ultima domanda e , successivamente leggere la parte restante della domanda.
9) Fare attenzione agli argomenti ed ai descrittori (esempio: "except," "includes," "not an example of').
10) Guardare le risposte dall'ultima alla prima.
11) Eliminare le risposte non pertinenti e, tra le corrette, scegliete la migliore.
12) Attenti agli elementi distrattori!!!! ed ai nomi di processi, input, output non corretti o non esistenti- la familiarità con il linguaggio del Pmbok dovrebbe aiutarvi a riconoscerli subito
13) Attenzione alle parole "first," "last," "next," "best," "never," "always," "except," "not," "most likely," "less likely," "primary," "initial," "most," ecc..
14) Le opzioni che contengono generalizzazioni di solito non sono corrette, attenzione a "always," "never," "must," "completely" ecc..
15) Le opzioni che contengono qualificazioni di solito sono corrette, attenzione a "often," "sometimes," "perhaps," "may," and "generally."
16) Considerate l’esame come un progetto e preparatevi seguendo un piano!!!
17) Le domande si compongono di 4 risposte a scelta multipla.
A volte due domande sono corrette, ma bisogna scegliere quella più adatta al caso.
Es.: Ricevi notizia che l’acquisto di un macchinario sarà ritardato. Qual è la cosa migliore da fare?
a) ignorare
b) riportare la notizia al capo
c) portare a conoscenza il cliente
d) fare una riunione con il team per cercare delle alternative
18) L’esame non è un test sul contenuto del PMBOK® bensì su situazioni reali di project management. Dunque, le domande sono situazionali.
19) Errori comuni che si fanno durante la preparazione dell’esame PMP®:
• Leggere ogni tipo di libro che parla di project management
• Studiare troppo e senza un piano
• Farsi dare domande da gli amici senza controllarne la fonte e la correttezza
20) Esercitarsi a sostenere l’esame in 4 ore.
21) L’esame è studiato per misurare le competenze, l’applicazione delle stesse ma anche le capacità di analisi. Non serve memorizzare.
22) Le domande possono essere annegate all’interno di un testo che non fa parte della domanda.
23) Se si pensa di sostenere l’esame on-line spendere 15 min per prendere confidenza con il tool. Una domanda alla volta comparirà a video
24) Se non si riesce subito a rispondere alla domanda passare oltre marcandola come incompleta. Per poi ritornarci successivamente.
25) Esercitarsi a fare le domande.
26) Lavorare in gruppo
27) Nelle domande sono contenute risposte esatte ma che non riguardano la domanda in questione.
28) Utilizzare tutto il tempo dell’esame per verificare i dubbi.
29) Fare delle pause durante l’esame ogni certo numero di domande.
30) Partite dal presupposto che il main job di un project manager è essere bravo a evitare i problemi e non a risolverli.
31) Il PMI® vede il project manager come un individuo pro-attivo. Ciò significa che la risposta corrette è sempre quella che descrive colui che previene i problemi, ricerca il verificarsi di problemi in anticipo, cerca alternative.
32) Il giorno dell’esame, portare la lettera del PMI® che autorizza a sostenere l’esame; portare il documento di riconoscimento valido: carta di identità, no patente.
Alcuni Feedbacks 
Candidato A
L’esame non è stato (all’apparenza !) più difficile di quanto ci si potesse aspettare.
Personalmente ho trovato il test RCM più difficile (specie per la “durata” in simulazione) di quello dell’esame.
Una terza simulazione – con il tempo e la buona volontà (!) disponibili - sarebbe stata ideale per completare la preparazione; ma in project management – si sa – dovrebbe essere ammissibile anche un po’ di “crashing” (con i “risks” che ciò comporta).
Nell’esame ho trovato nel tempo il “constraint” più duro (come mi aspettavo), e pure essendo arrivato alla fine, non ho avuto purtroppo “contingency riserve” per rivedere le domande incerte; in pratica sono stati necessari circa 20 minuti per riportare le risposte dal “questions book” al foglio di risposte.
A mente fredda ho ripassato le domande che mi erano rimaste più impresse, e mi sono accorto che avrei potuto ripondere… meglio. Avevo comunque posto il “time” come primo obiettivo del mio “triple constraint”, augurandomi che la “quality”, a parità di “cost”, ne soffrisse in modo accettabile.
D’altra parte il test PMI non consente – ritengo – molti ripensamenti, e deve essere fatto attraverso la “short memory”; dare spazio alla memoria profonda e all’esperienza personale spesso può non essere utile… Un po’ più di “stress management” mi avrebbe consentito di rispondere con più sicurezza ad alcune domande. Diverse domande contenevano peraltro alcuni trabocchetti logici o linguistici, non impossibili, ma giudicabili ora interessanti e comunque istruttivi.
Ho usato il testo inglese, anche se talvolta la traduzione italiana si è rivelata utile.
Per la prova di esame, si consiglia ogni tanto di rilassarsi, ma a parte un piccolo break (dopo circa due ore), non ne ho avuto molta opportunità.
In generale le domande hanno ripercorso, come ho già detto, quelle dei test di simulazione (con alcuni, nuovi “scherzi” del caso; un paio forse me li ricordo; ma la dichiarazione etica del PMI mi impone di non rilevarli). Spesso ho avuto inoltre l’impressione che nel test si ribadissero alcuni concetti (verosimilmente fondamentali) sostanzialmente già espressi, con le naturali variazioni del caso.
Numerose domande in particolare sulla qualità; poche (meno del numero che mi attendevo) quelle relative all’Earned Value e al CPM (peccato… quelle in cui mi ritenevo più preparato); non molto numerose anche quelle più formali relative agli “input - techniques & tools – output” (ma questo lo si legge anche sui blog di Internet). Ho avuto perciò l’impressione che il test avesse fra i principali obiettivi quello di verificare l’approccio generale e l’ “attitude” del project manager alle situazioni più ricorrenti, secondo quanto previsto dal PMI (PDCA, riconoscimento esatto del “process” e della situazione di contesto, modello di comportamento atteso).
Questi ultimi aspetti, come noto, non sono molto trattati nel PMBOK. Ad esempio si dovrebbe approfondire la preparazione sui metodi di delega del project manager, che non si trovano ancora di frequente nei comuni testi di preparazione. Restano, come ho detto, diversi “question marks” su un certo numero di risposte, che purtroppo non avranno mai … risposta.
Candidato B
Abbiamo già avuto modo di discutere sui miei commenti dell’esame, comunque riassumo le considerazioni fatte:
• Domande articolate: lunghe, difficili da interpretare più simili a quelle del Super PMP e del libro degli esercizi. Nelle domande più lunghe la lettura in italiano è stata utile per comprendere più velocemente il contesto, la lettura in inglese (soprattutto delle risposte) è comunque opportuna per trovare termini che possono “suggerire” la soluzione.
• Risposte ambigue: almeno due esatte tra cui occorreva scegliere la migliore.
• Pochissime formule (max 2/3 domande).
• Linguaggio più complesso di quello del tool
Candidato C
La preparazione ha portato via tempo sia durante il corso (per poter rivedere il materiale fornito in aula), sia a corso finito.
• circa 12 giorni di corso + altri 6 giorni lavorativi (=18 giorni)
• quasi tutti i w.e. durante 5 mesi (circa 30 giorni)
• un'ora alcune delle mattine lavorative di un paio di mesi (3 giorni)
Con il "senno del poi" a mio parere per passare l'esame è assolutamente necessario:
1) seguire il corso (probabilmente stressando alcune parti e tralasciandone altre).
2) studiare il PMBOK (occorre rivedere il libro in maniera completa almeno due volte: moltissime domande vertono su input, output e processi. Conoscere bene i processi e in quali fasi compaiono aiuta moltissimo senza dover imparare a memoria una grande mole di dati).
3) fare almeno 3 o 4 prove di simulazione del'esame (4 ore complete) per testare resistenza fisica e verificare come varia il proprio livello di attenzione al passare delle ore (obbiettivo dovrebbe essere una domanda al minuto per poter rivedere le domande marcate negli ultimi 20 minuti).
4) raggiungere percentuali dell'80% sulle domande relative al tool elettronico
Occorre stressare il concetto che non è necessario rispondere ad un grosso quantitativo di domande, ma occorre concentrarsi nella correzione delle stesse: è fondamentale capire sempre la logica con cui occorre rispondere.
Molti temi sono sempre più o meno gli stessi, ma le situazioni descritte nelle domande cambiano molto: occorre riconoscere in maniera veloce ed efficace in quale area/processo ci si trova e quale sia la tecnica, input o output di cui si parla.
Il tool eletronico fornisce ottimi spunti, simili a quelli trovati all'esame per: teorie motivazionali, tecniche di risoluzione dei conflitti, tipi di potere del PM, cause dei conflitti, Professional Responsability.
Insomma è stata una bella esperienza alla fine, ma molto faticosa ed intensa.
Candidato D
Preparazione
per lo studio della teoria ho optato per l'accoppiata "PMBOK - Introduction to the Fifth Edition of PMP Exam Prep by Rita Mulcahy". Il PMBOK è scarno, utile solo per comprendere la sequenzialità dei processi e le definizioni degli stessi. Rita, invece, ha un modo estremamente efficace di presentare e spiegare gli argomenti. L'ho trovata fondamentale soprattutto nella copertura delle aree relative ad HR, Comms e Procurement. Eccezionale, inoltre, il trucco che suggerisce per imparare le formule dell'EV.
Per la pratica, invece, ho utilizzato il tool della Mulcahy (domande equilibrate, suggerisco di non fare troppe volte il test Super PMP, in quanto la ripetitività delle domande è decisamente elevata), ed il libro delle domande edito dal PMI. Ricco di quesiti velenosi e difficili (al primo giro mi sono suicidato, score medio 53%).
E' utile adottare la vecchia pratica del gruppo di studio: passa prima e consente di aiutarsi a vicenda. Ciò è valido soprattutto se nel gruppo ci sono dei giovani: molte domande di esame, infatti, sono di tipo situazionale e noi "capelli grigi" abbiamo avuto modo di portare la ns esperienza soprattutto per quanto riguarda i processi di inizio e chiusura (di solito una giovane risorsa entra nella fase di planning ed esce prima della chiusura).
Suggerisco, infine, il test di durata sulle 4 ore, con domande "vergini" (al riguardo non usate quello del PMI, perché riprende le domande dai capitoli delle aree della conoscenza). Io non l'ho fatto e confesso che l'ultima mezzora l'ho trascorsa in apnea con l'ultima risposta data a caso sulla sirena di chiusura.
Esame
Le domande di esame le ho trovate difficili e "diverse" rispetto al materiale utilizzato durante la preparazione.
Come dicevo più della metà delle domande sono di tipo situazionale, il nozionismo è ridotto al minimo e le domande con formule sono state una decina (al riguardo prezioso è il consiglio che ci hai dato di appuntarsi a mente fresca tutte le formule sul foglio degli appunti).
Le temute domande su input, output e tools&tecniques sono state una ventina. E' inutile imparare tutto a memoria, ci ho provato ma la ruggine acumulata dai tempi dell'università ha prevalso: ho lasciato perdere dopo Time... molto importante, anzi FONDAMENTALE è conoscere la sequenza dei processi, ovvero capire in che punto dello schema processivo ci posiziona la domanda questo, infatti, ci consente di poter escludere le risposte che presentano elementi di processi successivi a quello identificato.
L'italiano è utile per capire il contesto, ma ATTENZIONE alla traduzione maccheronica di alcuni termini in alcuni (pochi) casi potrebbe indurre all'errore.
Candidato E
Ho dato ieri l'esame e l'ho passato!
E' stata più dura del previsto, le 4 ore sono servite praticamente tutte, mentre durante i test di simulazione ero più rapida nelle risposte.
I motivi delle difficoltà (non sono arrivata al 65% credo) sono stati:
1) la vastità dell'ambito dell'esame (ci sono veramente tantissimi argomenti, che visti tutti insieme rendono la prova impegnativa al livello di un difficile esame universitario, per intenderci)
2) la maggioranza delle domande sono di tipo situazionale, per cui è fondamentale:
(a) aver MEMORIZZATO la maggior parte dei passaggi importanti, annessi e connessi, ed i temi tipici del PMI, specie sulle domande sulla deontologia professionale; non basta avere compreso la "logica" dei processi, bensì si deve riuscire a ricordarne i dettagli , anche quelli apparentemente meno salienti;
(b) astrarsi il più possibile dalle "worst-practices" a cui siamo abituati, motivo per cui è fondamentale il punto (a). Sono invece poche e molto semplici quelle che prevedono applicazione di tecniche e formule, es. reticoli e EV. Con questo, non suggerisco di sottovalutarle, visto che qualche punto aiutano a portarlo a casa!
3) lo studio personale non è stato sistematico e svolto in modo costante nel tempo, a causa di picchi di impegni privati e lavorativi; quello che veramente fa la differenza infatti è riuscire a fare alcune volte, il test completo (200 domande) perchè solo così si comprende la portata dell'esame (io l'ho fatto una volta sola).
Warning e suggerimenti:
1) Le aree di conoscenza (o processi) in cui durante lo studio si sono ottenuti i migliori punteggi, e magari ci si sente più sicuri, sono quelle che durante l'esame mettono più in crisi (lo chiamerei il PARADOSSO DEL CERTIFICANDO PMP)
2) Non sottovalutare le tecniche di project selection, dove le domande non sono semplicemente del tipo "scegliete il progetto in base a NPV" etc. Si richiede un minimo di conoscenza di economia aziendale, per cui occorre comprendere concetti come profitto, capitale, tasso di interesse, etc. che sono banali per chi ha una formazione economica, ma per chi ce l'ha tecnica, bè...
3) Non sottovalutare la parte di project closure e relativi sotto processi, a cui aggiungo quelli di procurement, specialmente le tipologie di contratto ed il calcolo dei costi (il classico caso è il CPIF)
4) Utile il manuale di Rita Mulchay, perchè sottolinea aspetti da ricordare, per cui l'ho pesantemente usato insieme al materiale del corso e al PMBOK.
5) Fare almeno 3 batterie da 200 nei 3 giorni precedenti alla prova (occorrono almeno 3 ore libere). Per lo studio, ognuno ha le sue tecniche, personalmente uno studio classico, con sessioni di memorizzazione e ripasso oltre che di test, è la cosa migliore.
6) Mediamente, la prima risposta che viene in mente è quella giusta (la chiamarei LEGGE DEL CERTIFICANDO PMP)
Trovo i suggerimenti scritti sotto assolutamente validi (avendoli seguiti ed avendo passato l’esame). Aggiungerei:
• nell’ambito dello studio dare una enfasi particolare e molto forte agli Input ed agli Output dei processi. Cercare anche di correlare nel tempo tali Input ed Output (per capirsi: che cosa tipicamente avviene prima e che cosa dopo)
• studiare in compagnia, perché la materia è articolata e le domande all’esame spesso sono situazionali (almeno nella sessione da me passata erano ad occhio la maggioranza) e quindi è necessario applicare la teoria oltre che conoscerla. In tale processo di applicazione della teoria, le conversazioni con i 3 compagni di corso (in copia e che ringrazio) sono state determinanti
• studiare almeno 7/8 giorni dopo aver seguito il corso per lanciarsi all’esame
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Mantenimento della certificazione 
o Il mantenimento delle credenziali acquisite implica dimostrare di avere un'applicazione ed un interesse costante per tutti gli argomenti che fanno parte della disciplina del Project Management soddisfacendo i requisiti del programma di mantenimento che prevede ad esempio per la certificazione PMP® e PgMPSM l'ottenimento di 60 Professional Development Unit (PDU) durante ogni ciclo di certificazione (tre anni più quello in cui si è sostenuto l’esame).
Molteplici possono essere le attività a cui un Project Manager può prendere parte più o meno attivamente a seconda delle proprie esigenze professionali e di disponibilità di tempo. Alcuni esempi possono essere:
• Formazione Accademica.
• Attività professionale o apprendimento autonomo.
• Partecipazione ad eventi organizzati direttamente dal PMI® come congressi o seminari formativi.
• Partecipazione ad eventi organizzati da Registered Education Provider (REP) mirati alla trattazione di tematiche professionali.
• Attività di volontariato presso il PMI® partecipando a gruppi di lavoro per lo sviluppo e l’aggiornamento degli standard; oppure come officer per un'organizzazione di Project Management; o ancora, come membro di comitato per un'organizzazione di Project Management.
• Scrivendo articoli per riviste specializzate nell’ambito del Project Management.
• E altri ancora.
Le modalità tramite le quali è possibile svolgere attività che consentano l’acquisizione di PDU e la loro registrazione sono descritte nel documento PMI® ed intitolato Continuing Certification Requirements reperibile al link www.pmi.org/CareerDevelopment/Pages/Continuing-Certification-Requirements-(CCR).aspx.